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nov

2011

Eredi di Cavour: i tre piemontesi a servizio del Paese

Opportunità; Istruzione, Università e Ricerca; Salute. Nell'anno in cui Torino celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia, tre ministeri importanti, e particolarmente vicini ai nostri temi, sono stati affidati a piemontesi, di nascita o di adozione. Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, ne ha sottolineato con orgoglio la competenza e le origini. Conosciamoli meglio.

 

In ordine di presentazione, la prima è Elsa Fornero. Ha 63 anni, è nata a San Carlo Canavese (Torino) ed è professore ordinario di Economia a Torino. Si occupa principalmente di macroeconomia, campo nel quale ha pubblicato diversi studi, fra cui un manuale scritto in collaborazione con il marito, Mario Deaglio, e l'attuale Presidente del Consiglio Mario Monti. La sua carriera nel mondo universitario l'ha portata ad essere honorary fellow del Collegio Carlo Alberto, membro di due collegi docenti di dottorati in economia (Torino e Maastricht Graduate School of Governance) e coordinatore scientifico del CeRP (Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, Collegio Carlo Alberto). Fra gli altri incarichi: vice presidente del consiglio di sorveglianza diIntesa Sanpaolo, e vicepresidente della Compagnia di Sanpaolo ( fino al 2010), membro del comitato scientifico di Confindustria. Eccetera.

L'ambiente politico non le è nuovo: membro del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, del Ministero del Welfare, è stata anche consigliera nel Comune di Torino, con la lista civica Alleanza per Torino.

Vincitrice di diversi premi accademici e collaboratrice del Sole 24 Ore, ha scritto molto di pensioni. Il suo cavallo di battaglia è il sistema contributivo, attualmente applicato solo alle nuove generazioni. In una serie di articoli sul Sole, ne difende l'estensione all'intera categoria dei lavoratori - unita all'innalzamento dell'età pensionabile, giustificato dall'innalzamento dell'aspettativa di vita - in modo da tagliare drasticamente la spesa previdenziale. Scrive l'11 agosto di quest'anno: "il carattere generale e l'uniformità del metodo contributivo introducono trasparenza ed evitano la competizione tra diverse categorie di lavoratori; parificano "automaticamente" le lavoratrici del settore privato e pubblico e le donne agli uomini; danno risposta all'annoso problema dei lavoratori "precoci", che ricorrono più frequentemente al pensionamento di anzianità; impediscono alle imprese di ricorrere al pensionamento anticipato come facile mezzo per liberarsi di manodopera. Si può discutere su quali compensazioni offrire ai lavoratori in cambio di questi sacrifici, ma è indubbio che il metodo contributivo mette tutti - politici, parti sociali, singoli lavoratori e singole imprese - di fronte al fatto nudo e crudo che è dal lavoro e dalla crescita, e non già dalla redistribuzione politica, che si possono ottenere buone pensioni."

 

Alla Scuola, il rettore più internazionale d'Italia, Francesco Profumo. Nato a Savona, ha 58 anni e dal 2005 è Rettore del Politecnico di Torino. La sua carriera è iniziata sul campo, come ingegnere all'Ansaldo di Genova, per poi dedicarsi completamente all'università. La sua attività al Politecnico è stata caratterizzata da una forte spinta verso i contatti con l'estero e dalla collaborazione con aziende come Motorola e Microsoft. E' statovisiting professor alla University of Wisconsin - Madison, alla Nagasaki University, alla Czhech Technical University di Praga e all'Università di Cordoba, oltre ad essere presidente di Columbus(associazione di università sudamericane ed europee). Fra i molti riconoscimenti, il China Awards della Fondazione Italia-Cina. Lascia, per le sopravvenute incombenze politiche, la presidenza del Cnr.

E' membro di CdA importanti, come Telecom e Unicredit. Evidentemente destinato alla politica, aveva rifiutato alle ultime elezioni di candidarsi come sindaco di Torino con il Partito Democratico. Le sue simpatie riformiste sono testimoniate dalla sua presenza in Italianieuropei, una fondazione nata dal mondo della politica, per iniziativa Di Massimo D'Alema e altri. Fra i membri, Giuliano Amato, Vincenzo Visco, Massimo Cacciari, Remo Bodei.

 

Il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, arriva dal mondo cattolico. Ha 61 anni, è nato a Voghera e di professione fa il giurista. Docente all'università del Piemonte Orientale e alla Cattolica, ha già svolto ruoli legati al governo: oltre a tre anni come consigliere giuridico del Ministero della Difesa, ha una notevole esperienza nell'ambito della Sanità, dove è stato consigliere dal 1996 al 2000. Dal 2007 presiede l'agenzia nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ha lavorato anche per l'Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara e per l'Azienda ospedaliero-universitaria del Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna. Presidente del Movimento ecclesiale di impegno culturale, legato all'Azione Cattolica, nel suo ultimo editoriale su Coscienza, periodico del movimento, ha raccontato la politica che vorrebbe. Lontana dal culto della gioventù anagrafica, e più orientata ad una "freschezza" personale e indipendente dall'età.

 

Da: acmos.net

 

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